La scena si ripete ogni giorno.

Un residente rientra a Trastevere con il permesso ZTL e gira a vuoto cercando un posto. Un furgone si ferma in doppia fila per consegnare merci a un locale. Un taxi scarica turisti accanto a un albergo. Un NCC aspetta davanti a un portone. Un bus turistico rallenta il traffico verso il Vaticano. Un monopattino resta abbandonato sul marciapiede. Un pedone scende in strada per evitare un ostacolo. Un anziano aspetta che il flusso si apra. Un residente ha il diritto formale di entrare, ma non la possibilità reale di muoversi.

È questa la mobilità nel Municipio I: non un problema di traffico, ma una competizione permanente per lo spazio.

Perché nel Municipio I la mobilità non è tecnica. È potere urbano. Chi entra, chi parcheggia, chi consegna, chi attraversa, chi aspetta, chi scende da un bus turistico, chi accompagna un figlio a scuola, chi vive dentro la ZTL, chi lavora nel centro, chi arriva in taxi, chi usa un NCC, chi si muove in monopattino, chi cammina: tutti competono per lo stesso spazio.

E quando lo spazio non basta, la città deve scegliere.

Il Municipio I ha messo nero su bianco il problema

Il 20 febbraio 2026 Roma Capitale ha pubblicato la notizia dell’approvazione, da parte della Giunta del Municipio Roma I Centro, della Memoria n. 3 del 10 febbraio 2026: dieci proposte strategiche per affrontare in modo strutturale le criticità della mobilità nel territorio che comprende il sito UNESCO del Centro Storico. Le misure riguardano revisione dei permessi ZTL, riduzione degli accessi, modifica degli orari delle ZTL diurne e notturne, estensione delle Zone 30, stalli riservati ai residenti, progressiva eliminazione delle strisce bianche, logistica merci con hub di prossimità e cargo bike, regolamento dei pullman turistici, golf car, micromobilità, sicurezza stradale e strade scolastiche. (Comune di Roma)

Il dato politico è forte: il Municipio I non chiede un aggiustamento. Chiede una revisione complessiva del modo in cui si entra, si circola, si sosta e si consegna nel cuore della Capitale.

L’assessore municipale alla Mobilità, Adriano Labbucci, ha indicato l’obiettivo di ridurre progressivamente i permessi ZTL, rivedere gli orari, intervenire su logistica e sosta, restituire spazio pubblico ai residenti e alla mobilità attiva, riportando equilibrio tra residenza, attività economiche e flussi turistici. (Comune di Roma)

Questa è la frase chiave: riportare equilibrio.

Perché oggi l’equilibrio non c’è più.

ZTL: il confine che non basta più

La ZTL dovrebbe proteggere il centro dal traffico indiscriminato. Ma nel Municipio I il punto non è più soltanto avere una ZTL. Il punto è capire quante deroghe, permessi, categorie autorizzate, veicoli di servizio, residenti, taxi, NCC, mezzi merci, bus, auto elettriche, accessi temporanei e autorizzazioni speciali attraversano ogni giorno quel confine.

Roma Servizi per la Mobilità indica che la ZTL diurna del Centro è attiva dal lunedì al venerdì dalle 6:30 alle 18 e il sabato dalle 14 alle 18; la ZTL del Tridente è attiva dal lunedì al venerdì dalle 6:30 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 19; Trastevere diurna è attiva dal lunedì al sabato dalle 6:30 alle 10. Le ZTL notturne di Trastevere e San Lorenzo sono attive dal mercoledì al sabato dalle 21:30 alle 3, mentre Centro e Testaccio sono chiuse ai non autorizzati dalle 23 alle 3 nelle notti di venerdì e sabato. (Roma Servizi per la Mobilità)

La griglia esiste. Ma la griglia non basta se il numero delle eccezioni supera la capacità fisica delle strade.

Una ZTL troppo bucata non protegge.
Una ZTL troppo complessa non governa.
Una ZTL senza dati pubblici non convince.

Nel centro storico il vero tema non è la differenza tra accesso consentito e accesso vietato. È la differenza tra accesso autorizzato e accesso sostenibile.

Si può entrare legalmente in un centro già saturo.
Si può avere un permesso e contribuire alla congestione.
Si può rispettare la norma e peggiorare la vivibilità.

È questa la contraddizione da sciogliere.

Residenti: autorizzati, ma non sempre tutelati

Il residente è spesso usato come argomento in ogni dibattito sulla mobilità. Ma nel Municipio I rischia di diventare una categoria tra le altre, non il soggetto da proteggere.

Ha il permesso, ma non trova sosta.
Ha diritto a entrare, ma resta bloccato.
Vive dentro la ZTL, ma deve competere con taxi, NCC, bus turistici, merci, dehors, cantieri, monopattini, flussi pedonali, auto di servizio, permessi speciali.

La mobilità del residente non si misura solo dal contrassegno. Si misura dal tempo perso, dallo spazio disponibile, dalla possibilità di accompagnare un figlio, assistere un anziano, caricare una spesa, parcheggiare vicino casa, attraversare la strada in sicurezza.

Il punto non è difendere l’auto privata in assoluto. Il punto è distinguere tra chi usa il centro e chi ci vive.

Nel cuore di Roma, il residente non può essere trattato come un visitatore con un permesso in più.

La domanda è semplice: nel centro storico il residente è ancora una priorità o è diventato una voce dentro l’elenco degli autorizzati?

La sosta: il conflitto invisibile

La sosta è il conflitto meno spettacolare e più quotidiano.

Non fa rumore come la movida.
Non si vede come i tavolini.
Non ha l’impatto scenico dei bus turistici.
Ma decide la vita pratica di chi abita nel centro.

Il Municipio I propone una quota di stalli riservati ai residenti e la progressiva eliminazione delle strisce bianche. (Comune di Roma) È un passaggio politicamente decisivo perché tocca una domanda scomoda: nello spazio più prezioso della Capitale, il parcheggio gratuito e indifferenziato è ancora compatibile con la tutela della residenza?

La sosta è spazio pubblico immobilizzato.

Un’auto ferma occupa città per ore, giorni, settimane. Se quello spazio è conteso tra residenti, lavoratori, visitatori, turisti, mezzi di servizio e attività economiche, la domanda non è solo dove parcheggiare. È chi ha priorità.

Ogni stallo dato a tutti è uno stallo sottratto a qualcuno.
Ogni deroga senza limite riduce l’effetto della ZTL.
Ogni permesso non controllato indebolisce la regola.
Ogni sosta non governata diventa congestione.

Nel Municipio I la sosta non è un dettaglio. È una scelta distributiva.

Zona 30: non è un limite di velocità, è una gerarchia urbana

Dal 15 gennaio 2026 la Zona 30 nel Centro Storico prevede il limite di 30 km/h in tutte le strade all’interno del perimetro della ZTL Centro Diurna, includendo anche arterie ad alto scorrimento come corso Vittorio Emanuele II, via del Teatro Marcello e il Traforo. Roma Servizi per la Mobilità spiega che l’obiettivo è favorire la vivibilità tra spostamenti motorizzati e pedonalità in un contesto di rioni storici, alta densità pedonale e strade non adatte a flussi intensi di traffico. (Roma Servizi per la Mobilità)

Questa misura va letta bene.

La Zona 30 non serve solo a rallentare le auto. Serve a cambiare gerarchia.

Dice che nel centro storico la velocità non può essere il principio ordinatore. Prima vengono la pedonalità, la sicurezza, il patrimonio, la residenza, la convivenza. Poi il flusso.

Ma anche qui la domanda è concreta: chi controlla?

Senza controlli, il limite è un cartello.
Con controlli occasionali, è un messaggio.
Con controlli sistematici, è una politica.

Nel centro di Roma la velocità non è solo un dato stradale. È un indicatore di chi comanda: il veicolo o la città.

Bus turistici: il gigante dentro la città fragile

Il bus turistico è il simbolo più evidente della pressione esterna sul centro.

Porta visitatori, valore economico, accesso ai monumenti. Ma porta anche ingombro, soste, manovre, emissioni, rumore, congestione, occupazione di spazi delicati.

Il problema non è l’esistenza dei bus turistici. È la loro compatibilità con strade nate per un’altra scala urbana.

Roma Capitale ha approvato nuove regole per le linee Gran Turismo nelle ZTL, fissando a 55 il limite massimo di mezzi circolanti nelle aree ZTL Bus B e C, vietando capolinea nella ZTL Bus C e prevedendo un solo stallo dedicato presso ciascuno dei principali poli storico-artistici e culturali. (Comune di Roma)

È un tentativo di contenimento. Ma il conflitto resta.

A Prati, Borgo, Vaticano, Lungotevere, piazza Venezia, Colosseo, via della Conciliazione e aree limitrofe, il bus turistico non è solo trasporto. È impatto urbano concentrato.

La domanda è: quanti visitatori può assorbire il centro senza trasferire il costo della visita sui residenti?

Taxi, NCC e transfer: il traffico della domanda immediata

Nel Municipio I non circolano solo residenti, autobus e merci. Circola la domanda immediata della città turistica: taxi, NCC, transfer aeroportuali, van privati, auto con conducente, auto blu, veicoli di servizio, pick-up e drop-off.

Il turista non cerca solo il monumento. Cerca il tragitto più comodo fino al monumento.

Questo produce un traffico diverso da quello tradizionale: meno legato alla residenza, più legato al flusso; meno prevedibile, più concentrato; meno visibile nelle categorie politiche classiche, più forte nella vita reale delle strade.

Prati e Vaticano, Termini, Tridente, Pantheon, piazza Navona, Campo de’ Fiori, Colosseo e Lungotevere non sono soltanto luoghi di passaggio. Sono punti di arrivo.

La mobilità turistica non va demonizzata. Va misurata.

Quanti veicoli entrano per accompagnare visitatori?
Quanti sostano in doppia fila?
Quanti caricano e scaricano in aree non dedicate?
Quanta parte della congestione è generata dalla domanda turistica e quanta dalla mobilità ordinaria?

Senza questa distinzione, Roma continua a discutere genericamente di “traffico” mentre il traffico cambia natura.

Merci e consegne: la logistica nascosta della città turistica

Ogni bar, ristorante, hotel, casa vacanza, negozio, ufficio, attività di somministrazione e struttura ricettiva produce consegne.

Il centro storico non vive solo di persone. Vive di merci.

Furgoni, corrieri, rider, carico e scarico, forniture alimentari, lavanderie per affitti brevi, bottiglie, rifiuti, manutenzioni, pacchi, arredi, prodotti per locali, biancheria, pulizie: tutto entra e tutto esce.

Il Municipio I indica tra le sue proposte la rimodulazione del piano merci, con hub di prossimità e cargo bike. (Comune di Roma) È una delle questioni più importanti perché tocca il metabolismo reale della città temporanea.

La casa turistica ha bisogno di biancheria.
Il dehors ha bisogno di forniture.
La movida ha bisogno di bevande.
Il commercio turistico ha bisogno di consegne continue.
La residenza ha bisogno di servizi quotidiani.

La logistica è il lato nascosto della turistificazione.

Senza un piano merci serio, il centro continuerà a essere attraversato da furgoni che servono funzioni private usando strade pubbliche già sature.

Golf car, monopattini, micromobilità: la congestione minuta

Il Municipio I include tra i punti della memoria anche la regolamentazione di golf car e micromobilità. (Comune di Roma) È un dettaglio solo in apparenza.

Nel centro storico la mobilità leggera può essere una soluzione oppure un nuovo problema. Dipende da come viene governata.

Monopattini parcheggiati male, biciclette in sharing abbandonate, golf car per turisti, mezzi elettrici su strade strette, pedoni costretti a evitare ostacoli: tutto questo produce una congestione minuta, meno appariscente del traffico automobilistico ma molto concreta per chi cammina.

Il problema non è il mezzo. È l’assenza di gerarchia.

In una città storica, il primo soggetto della mobilità dovrebbe essere il pedone. Dopo vengono biciclette, micromobilità, trasporto pubblico, taxi, merci, auto private, bus turistici.

Se questa gerarchia non è chiara, ogni mezzo prova a occupare il massimo spazio possibile.

E il più debole resta quello senza motore.

Scuole, anziani, disabili: la mobilità vista da chi ha meno forza

Una città congestionata colpisce soprattutto chi si muove con meno potere.

Il bambino che va a scuola.
L’anziano che attraversa lentamente.
La persona con disabilità che incontra marciapiedi occupati.
Il genitore con passeggino.
Il residente che porta la spesa.
Il lavoratore che si sposta a piedi.
Il cittadino che non consuma e non produce reddito immediato.

Il Municipio I richiama tra le proposte anche sicurezza stradale e strade scolastiche. (Comune di Roma) Il tema va oltre la mobilità dolce. Riguarda il diritto dei più fragili a non essere schiacciati tra auto, bus, consegne, tavolini, monopattini e flussi turistici.

La mobilità si giudica sempre dal soggetto più debole.

Se una strada è sicura per un bambino, è più sicura per tutti.
Se è percorribile da una persona con disabilità, è più civile per tutti.
Se protegge l’anziano, protegge anche il residente, il turista, il lavoratore.

Nel centro storico, la pedonalità non è tempo libero. È cittadinanza.

Municipio I e Campidoglio: il conflitto vero è sulle priorità

Il documento del Municipio I parla di scelte coraggiose e coordinate con Roma Capitale. (Comune di Roma) È una formula istituzionale, ma contiene una tensione politica evidente.

Il Municipio può indicare la direzione.
Il Campidoglio deve decidere se sostenerla fino in fondo.
Le categorie economiche chiederanno accessibilità.
I residenti chiederanno tutela.
I turisti continueranno ad arrivare.
I fornitori continueranno a consegnare.
Taxi e NCC continueranno a chiedere spazi di fermata.
I bus turistici continueranno a cercare prossimità ai monumenti.

La domanda non è se tutte queste esigenze siano legittime. Molte lo sono.

La domanda è quale viene prima quando lo spazio non basta.

Il centro storico non può essere contemporaneamente parcheggio, terminal turistico, area merci, salotto commerciale, quartiere abitato, museo a cielo aperto, zona di transito, distretto della notte e spazio pedonale senza una gerarchia.

Se la gerarchia non viene dichiarata, decide la pressione.

E la pressione premia quasi sempre chi ha più forza economica, più organizzazione, più capacità di occupare spazio.

Le categorie: accessibilità non significa accesso illimitato

Commercio, ristorazione, turismo, ricettività, artigiani, fornitori, taxi, NCC e operatori dei bus turistici hanno esigenze reali.

Un negozio deve ricevere merci.
Un albergo deve accogliere ospiti.
Un ristorante deve essere rifornito.
Un artigiano deve entrare con strumenti e materiali.
Un taxi deve poter caricare.
Un NCC deve operare con regole chiare.
Un bus turistico deve avere aree definite.
Un lavoratore deve raggiungere il posto di lavoro.

Ma accessibilità non significa accesso illimitato.

La città storica non è un’infrastruttura elastica. Ha strade strette, vincoli, residenza, monumenti, flussi pedonali, limiti fisici. Ogni nuova deroga produce un costo. Ogni nuovo permesso occupa una quota di capacità. Ogni accesso privato riduce l’efficacia della protezione pubblica.

Il punto non è chiudere il centro.
Il punto è impedire che il centro venga consumato da troppe eccezioni.

Le opposizioni: basta dire “traffico”

Sul tema mobilità le opposizioni possono criticare Giunta e Municipio da molte direzioni: troppe limitazioni, pochi controlli, penalizzazione delle imprese, assenza di parcheggi, debolezza del trasporto pubblico, confusione sui permessi, scarsa tutela dei residenti, inefficacia delle ZTL, difficoltà per artigiani e fornitori.

Ma il dossier pone domande più precise.

Le opposizioni sono favorevoli alla riduzione dei permessi ZTL?
Sono favorevoli alla modifica degli orari di accesso?
Sono favorevoli a più stalli riservati ai residenti?
Sono favorevoli alla progressiva eliminazione delle strisce bianche nel centro storico?
Sono favorevoli a limiti più severi per bus turistici e open bus?
Sono favorevoli a hub merci e cargo bike anche se cambiano abitudini consolidate?
Sono favorevoli a controlli reali sulla Zona 30?
Sono favorevoli a regolamentare golf car e micromobilità turistica?
Sono favorevoli a togliere spazio alla sosta per darlo a pedoni e sicurezza stradale?

“Traffico” è una parola facile.
“Redistribuzione dello spazio urbano” è la questione vera.

Nel Municipio I ogni posizione sulla mobilità è una posizione sul modello di città.

Il punto cieco: chi entra davvero?

Il centro di Roma non può essere governato solo con impressioni.

Quanti permessi ZTL sono attivi per categoria?
Quanti accessi effettivi vengono registrati ogni giorno dai varchi?
Quanti permessi riguardano residenti, domiciliati, lavoratori, servizi, merci, NCC, taxi, disabili, elettrici, scuole, alberghi, autorimesse?
Quanti stalli sono riservati ai residenti e quanti sono realmente disponibili?
Quanti bus turistici entrano nelle aree consentite e quante deroghe vengono rilasciate?
Quante sanzioni vengono elevate per accessi non autorizzati, soste irregolari, carico/scarico fuori orario, violazioni della Zona 30?
Quanti incidenti coinvolgono pedoni, ciclisti, monopattini, taxi, bus, furgoni?
Quali strade sono più congestionate?
Quali scuole hanno bisogno di strade scolastiche?
Quali piazze sono saturate da pick-up turistici?

Senza questi dati, la mobilità resta un dibattito ideologico.

Con questi dati, diventa governo.

La domanda centrale è questa: chi entra davvero nel centro di Roma, con quale titolo, per quale funzione e con quale costo per chi ci vive?

Le aree dove il conflitto è più evidente

Nel Municipio I la mobilità cambia volto da zona a zona.

Tridente e via del Corso sono il laboratorio del conflitto tra shopping, turismo, pedonalità, taxi, merci e accessi autorizzati.

Pantheon, piazza Navona e Campo de’ Fiori concentrano flussi pedonali, ristorazione, taxi, NCC, merci, residenti e strade strette.

Trastevere somma residenza, movida, ZTL diurna e notturna, turismo, tavolini, consegne e accessibilità fragile.

Prati, Borgo e Vaticano sono il punto di massima pressione tra turismo religioso, bus, taxi, NCC, ristorazione, uffici e residenti.

Esquilino e Termini intrecciano stazione, bus, taxi, carico/scarico, commercio, marginalità, turismo e pendolarismo.

Testaccio mostra il conflitto tra quartiere residenziale, ristorazione, sosta, notte, ZTL e spazi pubblici.

Monti è il rione dove mobilità leggera, turismo, ristorazione e residenza competono in strade storiche e strette.

La domanda è sempre la stessa: chi deve avere priorità quando lo spazio non basta per tutti?

La città accessibile non è la città attraversata da tutto

Una città può essere piena di mezzi e non essere accessibile.

Può avere taxi ovunque e non essere facile da attraversare.
Può avere bus turistici e non essere accogliente.
Può avere monopattini e non essere moderna.
Può avere ZTL e non essere protetta.
Può avere permessi residenti e non essere abitabile.

Accessibilità non significa far entrare tutto. Significa permettere a ciascuno di muoversi secondo priorità chiare.

Nel centro storico la priorità dovrebbe essere questa:

prima chi vive;
poi chi cammina;
poi chi è fragile;
poi il trasporto pubblico;
poi la logistica essenziale;
poi il turismo organizzato;
infine l’uso privato non necessario dell’auto.

Se la gerarchia non viene dichiarata, vince il più forte: il mezzo più grande, la categoria più organizzata, l’interesse economico più immediato.

La domanda finale

Il primo dossier chiedeva se il centro storico fosse ancora abitato.

Il secondo chiedeva se fosse ancora attraversabile.

Il terzo chiedeva se fosse ancora dormibile.

Il quarto chiede se sia ancora governabile.

Perché la mobilità è il punto in cui tutte le contraddizioni si incontrano.

Gli affitti brevi generano flussi.
I dehors restringono passaggi.
La movida concentra persone.
Il turismo chiede accesso.
Il commercio chiede consegne.
I residenti chiedono sosta.
I pedoni chiedono spazio.
Le categorie chiedono deroghe.
Il patrimonio chiede protezione.
La politica promette equilibrio.

Ma l’equilibrio non nasce da solo.

Roma deve decidere se il centro storico è un luogo da attraversare, da consumare o da abitare.

Perché una città non è libera quando tutti possono entrare ovunque.

È libera quando chi la vive può ancora muoversi.

Box documentale — I numeri e gli atti chiave

Indicatore

Dato

Memoria del Municipio I sulla mobilità sostenibile

n. 3 del 10 febbraio 2026

Pubblicazione della notizia istituzionale

20 febbraio 2026

Proposte strategiche del Municipio I

10

Zona 30 Centro Storico

in vigore dal 15 gennaio 2026

Limite di velocità nella Zona 30

30 km/h

ZTL diurna Centro

lun-ven 6:30-18; sab 14-18

ZTL diurna Tridente

lun-ven 6:30-19; sab 10-19

ZTL diurna Trastevere

lun-sab 6:30-10

ZTL notturna Trastevere

mer-sab 21:30-3

ZTL notturna Centro e Testaccio

ven-sab 23-3

Limite massimo open bus in ZTL Bus B e C

55 mezzi

Box politico — Le posizioni in campo

Municipio I
Propone una stretta strutturale: revisione dei permessi ZTL, riduzione accessi, modifica orari, Zone 30, stalli residenti, eliminazione progressiva delle strisce bianche, logistica merci con hub e cargo bike, regolazione di pullman turistici, golf car, micromobilità e sicurezza stradale. (Comune di Roma)

Roma Capitale / Roma Mobilità
Gestisce ZTL, permessi, sosta residenti, regole di accesso, Zona 30 e disciplina dei bus turistici. La struttura delle ZTL conferma che il centro è già regolato; il problema è se la regolazione basti ancora davanti alla pressione reale.

Residenti
Chiedono non solo accesso, ma sosta, sicurezza, vivibilità, percorsi pedonali liberi, riduzione dei flussi non necessari e priorità reale dentro la ZTL.

Categorie economiche
Commercio, ristorazione, turismo, ricettività, artigiani, fornitori, taxi, NCC e operatori dei bus turistici chiedono accessibilità, finestre di carico/scarico, percorsi certi e regole applicabili.

Opposizioni
Il terreno politico non è genericamente “traffico sì o traffico no”, ma la posizione concreta su riduzione dei permessi, stalli residenti, strisce bianche, bus turistici, logistica merci, controlli Zona 30, golf car, micromobilità e redistribuzione dello spazio urbano.

Box territoriale — Le aree critiche

Area

Nodo urbano

Tridente / via del Corso

Shopping, turismo, accessi autorizzati, pedonalità, merci

Pantheon / Navona / Campo de’ Fiori

Flussi turistici, taxi, NCC, ristorazione, residenti, strade strette

Trastevere

ZTL, movida, turismo, consegne, sosta, residenza

Prati / Borgo / Vaticano

Bus turistici, taxi, NCC, turismo religioso, uffici, residenti

Esquilino / Termini

Stazione, taxi, bus, merci, commercio, marginalità, pendolarismo

Testaccio

Residenza, ristorazione, notte, ZTL, sosta

Monti

Strade strette, turismo, locali, micromobilità, pedoni


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