INCHIESTA / ROMA 2027 

Roma 2027: la Capitale al voto senza i poteri che le hanno promesso

Un candidato certo e uno assente. Una riforma costituzionale che, anche se passasse, non toccherebbe il prossimo mandato. Cantieri che tagliano il traguardo nel mese stesso delle urne. E una mappa di interessi economici che nessuno ha ancora disegnato per intero. Il dossier che aggiorneremo fino al voto.

di RomaEconomiaUrbana · Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2026 · 


C'è un dato che riassume la campagna elettorale romana meglio di qualsiasi sondaggio, e non riguarda i candidati.

Il 29 aprile 2026 la Camera ha approvato in prima lettura la riforma costituzionale che dovrebbe dare a Roma i poteri di una capitale europea. Da allora sono passati 102 giorni senza che il Senato ne avviasse formalmente l'esame. Ma il punto non è nemmeno questo. Il punto è che, anche nell'ipotesi migliore — approvazione entro la legislatura, nessun referendum, legge attuativa in tempi record — quei poteri non sarebbero disponibili per il sindaco che verrà eletto nel 2027. Il testo li rinvia esplicitamente alla consiliatura successiva.

Chiunque vinca la primavera prossima governerà Roma con esattamente gli stessi strumenti di oggi.

Tutto il resto — i nomi che circolano, le alleanze che si compongono, le opere che si inaugurano — va letto dentro questo vincolo. Questo dossier prova a mapparlo per intero: chi decide, su quali risorse, con quali effetti sull'economia reale della città. Non è un pronostico. È una base di lavoro, e verrà aggiornata fino alle urne.


1. Quando si vota, e perché la data è già una scelta politica

Il mandato nato dal ballottaggio dell'ottobre 2021 scade nel secondo semestre 2026. La circolare del Viminale ai prefetti ha riportato Roma dentro la finestra ordinaria della legge 182/1991: si voterà in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno 2027, per il sindaco, l'Assemblea Capitolina e i consigli e le presidenze dei quindici municipi.

Regole da comune sopra i 15mila abitanti: elezione al primo turno con il 50% più uno, altrimenti ballottaggio dopo due settimane; voto disgiunto ammesso; doppia preferenza di genere alternato; premio che porta al 60% dei seggi le liste collegate al sindaco eletto.

Il punto vero è un altro. Nel 2027 si vota anche per il Parlamento, e da mesi circola l'ipotesi di un election day che accorpi politiche e amministrative: le date ricorrenti nelle ricostruzioni sono il 18 aprile, il 23 o il 30 maggio. La riforma della legge elettorale in esame al Senato — dove il 10 settembre è stato respinto il subemendamento del Pd sui capilista bloccati — viene letta come il fattore capace di accorciare la legislatura e sovrapporre i due voti.

Non è un dettaglio procedurale, ed è il primo dato di economia urbana di questo dossier. L'accorpamento moltiplica schede, seggi e personale, obbliga ATAC e Prefettura a riorganizzare mobilità, ZTL e ordine pubblico per una giornata elettorale più lunga, e soprattutto nazionalizza la campagna, comprimendo il peso del rendiconto amministrativo locale.

Tradotto senza perifrasi: un voto separato avvantaggia chi ha opere da esibire; un voto accorpato avvantaggia chi ha un leader nazionale forte e un candidato locale debole. Chi tifa per quale data lo capirete da solo.


2. L'asimmetria che vale mezza campagna


Centrosinistra Centrodestra
Candidato Definito: Gualtieri, uscente Non definito
Coalizione In costruzione avanzata, nodo M5S In attesa del nome, tensioni interne
Tempi Oltre un anno di lavoro su liste e municipi Due scadenze interne già sforate
Rischio principale Fratture programmatiche Arrivare tardi, come nel 2021
Variabile esterna Primarie nazionali del campo largo Futuro Nazionale di Vannacci

È l'unico vantaggio competitivo accumulato finora dal sindaco uscente. E non deriva dai sondaggi: deriva dal tempo, che è la risorsa più costosa da recuperare in campagna elettorale.


3. Il campo largo: chi c'è, chi manca, dove si rompe

Gualtieri ha confermato pubblicamente già nell'ottobre 2025 la volontà di correre per un secondo mandato, argomentando che la trasformazione avviata richieda un orizzonte di dieci anni.

Attorno a quella ricandidatura si è aggregato un perimetro largo: Partito Democratico, con la segreteria romana di Enzo Foschi che a luglio si diceva fiducioso al cento per cento su un'alleanza comprensiva di Azione e M5S; AVS e Sinistra Civica Ecologista; Demos; Italia Viva, entrata in maggioranza a dicembre 2025; Azione, che pratica collaborazione costruttiva in aula mantenendo autonomia; e soprattutto Progetto Civico Italia, la formazione dell'assessore a Sport, Grandi Eventi, Turismo e Moda Alessandro Onorato, che nel 2021 sfiorò il 6% con tre mesi di lavoro e oggi dichiara cinquanta comitati e oltre cinquecento iscritti a Roma, con l'obiettivo di aprirne uno per ciascuno dei 327 quartieri.

Manca il pezzo decisivo: il Movimento 5 Stelle. Nel gruppo capitolino convivono tre linee — apertura esplicita (Paolo Ferrara), mediazione (la coordinatrice romana Linda Meleo), opposizione netta (Virginia Raggi, che indica termovalorizzatore, gestione del verde e stadio come questioni troppo divisive per essere superate).

Le faglie sono tre, e sono le stesse su cui l'opposizione farà leva: il termovalorizzatore di Santa Palomba, che divide strutturalmente Pd e M5S; le Olimpiadi 2040, rilanciate dal sindaco dopo Milano-Cortina, sostenute da Azione con una mozione in aula e frenate da una parte dei Cinque Stelle; lo stadio di Pietralata, contestato da comitati territoriali e da pezzi di sinistra.

Sopra tutto pesa il tavolo nazionale: il campo largo non ha ancora deciso chi guiderà la coalizione alle politiche. Conte spinge per le primarie ponendo paletti su programma, politica estera, giustizia, lavoro e sanità; Goffredo Bettini considera inevitabile una consultazione popolare. La conseguenza romana è meccanica: più il M5S deve dimostrare di non essere un'appendice del Pd, più alto è il prezzo dell'accordo su Roma.

Il termometro reale dell'alleanza non sarà comunque una dichiarazione: sarà il patto sui municipi, dove si distribuiscono presidenze, deleghe e appalti di prossimità. È lì che si capirà se il campo largo è una coalizione o una somma di convenienze.


4. Il centrodestra e il nome che non arriva

La cronologia racconta più di qualsiasi commento.

Autunno 2025: i vertici romani di Fratelli d'Italia indicano la necessità di chiudere entro marzo 2026, per non ripetere l'errore Michetti. La scadenza salta. Gennaio 2026: la Lega lancia in autonomia l'ex europarlamentare Antonio Maria Rinaldi, mossa letta come segnale di peso più che come candidatura reale. Primavera 2026: svanisce l'ipotesi civica forte, Giovanni Malagò, che il 14 maggio deposita la candidatura alla presidenza della FIGC, poi conquistata. 25 maggio: la federazione romana convocata da Marco Perissa, con la partecipazione di Arianna Meloni, discute di sicurezza, decoro e periferie senza sciogliere il nodo. 8 settembre 2026: il capogruppo leghista in Campidoglio Fabrizio Santori rilancia pubblicamente — servono subito nomi forti e riconoscibili, basta candidati tirati fuori all'ultimo.

Sul tavolo restano profili politici: Fabio Rampelli, che ha dichiarato la propria disponibilità ed è forte a Roma ma è giudicato divisivo dagli alleati moderati; Maurizio Gasparri; Luciano Ciocchetti; Roberta Angelilli; Marco Perissa; la Lega ha fatto circolare Simonetta Matone e Davide Bordoni; Forza Italia, con la coordinatrice romana Luisa Regimenti, ha rilanciato il nome del ministro Matteo Piantedosi. Andrea Abodi si è sfilato. Carlo Calenda ha smentito con nettezza le ricostruzioni su un suo coinvolgimento.

I problemi sono tre, e sono strutturali più che anagrafici.

Di coalizione: nelle grandi città il candidato si decide ai tavoli nazionali, e Noi Moderati ha già avvertito che senza confronto "sarà fuori", temendo il ruolo di sparring partner. Di offerta amministrativa: dopo anni di opposizione frammentata in Campidoglio serve non un nome ma una credibilità di governo della macchina. Di fianco destro: a giugno Roberto Vannacci ha annunciato all'Eur che Futuro Nazionale avrà una squadra e sta lavorando a un proprio candidato sindaco, attraendo già profili provenienti dall'area del centrodestra.

C'è poi un costo tecnico che nessuno quantifica. Una campagna per 2,7 milioni di abitanti richiede la costruzione di quindici liste municipali oltre a quella comunale, con centinaia di candidati da selezionare, autenticare e formare. Scegliere il capolista a dicembre significa costruire la macchina in quattro mesi. Il 2021 ha già dimostrato quanto costa.


5. La giunta Gualtieri: consenso recuperato, uomini in uscita

Il Governance Poll 2026 di Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, pubblicato il 6 luglio, colloca Gualtieri al 54%, quarantunesimo posto: 6,2 punti sotto il giorno dell'elezione, ma circa otto punti sopra il 2025, quando era precipitato al 47% e in fondo alla graduatoria, novantesimo su novantasette. Il recupero viene attribuito quasi unanimemente all'effetto Giubileo e alla consegna di opere.

Va letto insieme a un dato meno citato: nella stessa rilevazione il presidente della Regione Lazio Francesco Roccascivola nelle ultime posizioni tra i governatori. Il centrodestra, oggi, non ha a Roma un'amministrazione regionale da esibire come vetrina — circostanza che pesa sulla scelta del candidato quanto i sondaggi cittadini.

Il movimento che nessuno racconta

Mentre la ricandidatura del sindaco è data per certa, molto meno certe sono le conferme dei suoi uomini. Diversi consiglieri guardano alla Pisana in vista delle regionali 2028; alcuni assessori puntano al salto in Parlamento; i capicorrente cercano nuovi equilibri. La domanda che circola nel Pd romano è esplicita: ha senso ricandidare in Campidoglio figure che entro un anno potrebbero lasciare per correre altrove?

Il precedente che pesa è il rimpasto dell'ottobre 2024, annunciato senza condivisione, che provocò la reazione del Pd romano e di AVS e si chiuse con la rivendicazione del sindaco secondo cui la scelta degli assessori spetta a lui e non al bilancino delle correnti.

L'indicatore da monitorare è uno: il tasso di ricandidatura effettiva di assessori e capigruppo uscenti. Una giunta con molti "in uscita" è una giunta che negozia il proprio futuro personale mentre chiude bilanci, regolamenti e gare. Lo pubblicheremo, nome per nome, appena le liste saranno depositate.


6. I numeri, letti davvero

Questa sezione contiene elaborazioni originali di RomaEconomiaUrbana su dati pubblici. Input, metodo e limiti sono dichiarati: chiunque può replicare i calcoli, e chiunque può contestarli scrivendoci.

6.1 PNRR: il vero indicatore non è la percentuale, è la velocità

I dati ufficiali: l'ottava relazione della Commissione speciale PNRR presieduta da Giovanni Caudo, aggiornata a fine gennaio 2026, contava 290 progetti gestiti direttamente da Roma Capitale per 1.145.726.560 euro, di cui 253 avviati e conclusi (87,2%) e 991.482.108 euro già spesi (86,5%). Restavano quindi 154.244.451 euro da spendere entro il 30 giugno.

Elaborazione RomaEconomiaUrbana. Se si assume che la spesa si sia distribuita sull'arco 2022 – gennaio 2026 (circa 48 mesi), il ritmo medio storico è stato di ≈20,7 milioni al mese. Per chiudere i 154 milioni residui in due mesi serviva un ritmo di ≈77 milioni al mese: circa 3,7 volte la media del quadriennio.

Il numero che conta: 3,7×. È il moltiplicatore di velocità che la macchina capitolina ha dovuto reggere nei sessanta giorni finali del PNRR. Nessun'altra metrica dice altrettanto sulla reale capacità amministrativa della città — e nessuna dice altrettanto sul rischio di qualità, controlli e collaudi quando si comprime così tanto.

Limite dichiarato: la distribuzione temporale della spesa non è pubblicata mese per mese; il dato è una media, non una curva. Chiediamo al Campidoglio la serie mensile per rendere il calcolo esatto — vedi §11.

Seconda elaborazione. I 37 progetti residui valevano in media 4,17 milioni ciascuno, contro i 3,92 milioni medi dei 253 conclusi. Gli ultimi interventi rimasti erano quindi, in media, del 6% più grandi di quelli già chiusi: non un'anomalia grave, ma la conferma che a restare indietro non erano solo le pratiche minori.

L'esito dichiarato. Al 30 giugno il Campidoglio ha comunicato 202 interventi conclusi su 273 (≈75%) nel perimetro delle quattro missioni, con il superamento del 90% annunciato entro fine anno grazie alle proroghe; sul filone giubilare Caput Mundi, 298 opere concluse su 337 (≈88%).

La contro-narrazione è già pronta, e si chiama proroghe. Il caso del GRAB — cinque proroghe sulle ciclabili, cantieri ancora aperti in autunno, portale istituzionale fermo alla previsione del secondo trimestre — è il modello di dossier su cui l'opposizione costruirà il racconto del "consegnato solo sulla carta". La differenza tra concluso, collaudato e funzionantesarà una delle battaglie semantiche di questa campagna. Noi la tratteremo come una battaglia contabile.

6.2 Termovalorizzatore: la cronologia, il contenzioso e un conto da fare

Conferenza dei servizi chiusa e PAUR firmato a gennaio 2026 dal sindaco nella veste di Commissario straordinario di Governo per il Giubileo; avvio dei lavori a Santa Palomba a maggio 2026 insieme ad Acea; ad agosto 2026 ordinanza che autorizza Ama ad acquisire quasi quattro ettari più un capannone industriale per 5,4 milioni, dopo i circa dieci ettari già acquistati per circa 7,4 milioni.

Elaborazione RomaEconomiaUrbana. Sui valori resi pubblici, la prima acquisizione corrisponde a circa 74 euro/mq di superficie; la seconda a circa 135 euro/mq. Il rapporto è di circa 1,8 volte.

Attenzione a come si legge questo numero. Il secondo lotto comprende un capannone industriale, quindi il confronto non è omogeneo: una parte del differenziale è, in tutta evidenza, il valore del fabbricato. Il calcolo non è un giudizio di congruità e non ne costituisce uno. Serve a una cosa sola: indicare l'ordine di grandezza su cui chiedere conto, dato che sulla valutazione delle aree è già stato presentato un esposto alla Corte dei Conti. Abbiamo chiesto ad Ama la scomposizione tra valore del terreno e valore del fabbricato.Pubblicheremo la risposta, o il silenzio.

Sul procedimento pendono inoltre esposti alla Procura e all'ANAC e un'udienza di merito al TAR Lazio fissata per il 7 ottobre 2026, con al centro la questione della terzietà dell'autorità competente quando coincide con il committente. Nulla è deciso: quella data è la prima scadenza giudiziaria potenzialmente incidente sulla campagna. Restano infine rilievi tecnici, non politici, sul dimensionamento dell'impianto rispetto ai flussi di indifferenziato e scarti attesi al 2030.

6.3 Stadio: la prima pietra cade nel mese del voto

PFTE consegnato il 23 dicembre 2025; delibera di giunta il 26 febbraio 2026; approvazione dell'Assemblea Capitolina il 13 marzo a larga maggioranza; convenzione con il commissario per gli stadi Massimo Sessa e la Regione Lazio a maggio; ordinanza del 15 giugno che comprime l'iter a 90 giorni contro gli oltre sei mesi ordinari; conferenza dei servizi decisoria avviata il 27 luglio, con Gualtieri e Rocca nominati subcommissari e diciassette pareri depositati dagli enti coinvolti. Investimento interamente privato dichiarato intorno a 1,5 miliardi, gruppo Friedkin, apertura prevista nel 2031, oltre cento milioni di opere connesse.

Due scadenze contano più di tutte: il verdetto UEFA su Euro 2032 atteso a ottobre 2026 e l'apertura effettiva del cantiere, che per i termini UEFA non può slittare oltre aprile 2027.

Cioè il mese del voto. Va detto con chiarezza, perché è un fatto di calendario e non un'insinuazione: la posa della prima pietra dello stadio della Roma, se il cronoprogramma regge, cadrà nel pieno della campagna elettorale.

6.4 Affitti brevi: dove l'economia urbana decide il consenso

È il fronte in cui politica, impresa e coesione sociale si toccano nel modo più diretto.

La sequenza. Dicembre 2024: adozione della variante parziale al PRG per contenere la proliferazione dell'extralberghiero nel centro e distribuire i flussi. Febbraio-marzo 2026: confronto pubblico in Campidoglio, con le associazioni del comparto che contestano la lettura dell'overtourism e indicano nella carenza di servizi — asili, parcheggi, spazi per famiglie — la vera causa dello spopolamento dei rioni. Luglio 2026: l'Assemblea Capitolina approva le modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione del PRG, istituendo la destinazione A/3 per gli alloggi a uso ricettivo, vietando il cambio d'uso verso A/3 in area UNESCO e intervenendo su decine di norme. Agosto 2026: allo studio il regolamento attuativo, con ipotesi di contingentamento su base di saturazione ricettiva territoriale, in particolare dentro le Mura Aureliane.

Il sindaco chiede al Governo una legge quadro sugli affitti brevi sul modello delle grandi capitali europee e maggiore discrezionalità nell'articolazione del contributo di soggiorno — richiesta rilanciata all'assemblea nazionale di Federturismo Confindustria al MAXXI.

Chi guadagna e chi perde: matrice degli impatti

Analisi RomaEconomiaUrbana. Non è una previsione di esito politico: è la mappa degli effetti economici attesi per ciascuna ipotesi regolatoria, utile a leggere le prese di posizione che arriveranno nei prossimi mesi.

Ipotesi regolatoria Chi ne trae vantaggio Chi ne è penalizzato Effetto atteso sui prezzi
Status quo (solo NTA, nessun contingentamento) Operatori extralberghieri già attivi; proprietà diffusa Residenti nelle aree sature; commercio di prossimità Canoni residenziali in tensione nelle aree centrali
Contingentamento per saturazionedentro le Mura Alberghiero strutturato; operatori extralberghieri già autorizzati, che vedono cristallizzata una rendita di posizione Nuovi entranti; proprietari che avevano programmato la conversione Aumento del valore delle licenze esistenti; possibile spinta dell'offerta verso i municipi semicentrali
Contingentamento + regime transitorio generoso Operatori esistenti Nuovi entranti, in misura maggiore Effetto rendita accentuato
Solo inasprimento dei controlli sull'abusivismo Operatori regolari di ogni tipo; gettito del contributo di soggiorno Offerta non registrata Riallineamento dei prezzi verso l'offerta dichiarata
Legge nazionale quadro + autonomia sul contributo Amministrazione (gettito e strumenti); pianificazione di lungo periodo Chi opera su arbitraggi normativi tra territori Maggiore prevedibilità per gli investimenti ricettivi

Il punto che manca nel dibattito pubblico. Un contingentamento basato sulla saturazione non è un provvedimento "contro" l'extralberghiero: è un provvedimento a favore di chi è già dentro. Chiude il mercato a valle e trasforma un'autorizzazione in un asset. È una scelta legittima, praticata in altre capitali europee — ma va detta per quello che è, perché determina chi finanzierà quali liste nei prossimi otto mesi.

Qui, non a caso, la frattura non coincide con la linea destra-sinistra ma con la geografia degli interessi. Ed è il dossier che arriverà in aula a ridosso della campagna: il che ne determinerà i contenuti quanto le evidenze tecniche.


7. La legge su Roma Capitale: i conti che nessuno fa

È il capitolo che definisce il perimetro dei poteri del prossimo sindaco. Ed è fermo.

Il percorso

Ddl costituzionale di modifica dell'articolo 114 approvato dal Consiglio dei ministri il 30 luglio 2025, presentato dalla Presidente del Consiglio e dal Ministro per le Riforme istituzionali Alberti Casellati di concerto con il Ministro per gli Affari regionali Calderoli; assegnato alla I Commissione della Camera il 10 settembre 2025. Nell'ottobre 2025 il sindaco deposita una memoria in cui indica la legge ordinaria attuativa come snodo centrale, senza il quale la modifica costituzionale rischia di restare priva di reale efficacia. Il 29 aprile 2026 la Camera approva in prima deliberazione: 159 sì, 33 no, 55 astenuti — favorevoli centrodestra e Azione, contrari AVS e M5S, astenuti Pd e Italia Viva. Passa anche un ordine del giorno della Lega che impegna il Governo a valutare l'estensione ai capoluoghi metropolitani di funzioni analoghe.

La rottura

Meloni attribuisce al Pd l'interruzione di un percorso condiviso, osservando che senza una maggioranza dei due terzi il provvedimento ha pochissime probabilità di diventare legge, e tornando sul punto al question time del 13 maggio. Da Fratelli d'Italia arriva un aut-aut: il testo si vota al Senato così com'è, perché le mediazioni — decentramento ai municipi, riformulazione dell'emendamento Calderoli — sono già state concesse. Risultato: tavolo tecnico sospeso a Palazzo Chigi e 102 giorni, dal 4 maggio al 14 agosto, senza avvio formale dell'esame in commissione. Il provvedimento è tornato nel calendario dei lavori di settembre. Rocca sostiene che le condizioni per chiudere entro la legislatura esistano ancora, ammettendo però che il tempo non è infinito.

Cosa prevede

Roma Capitale entrerebbe nell'articolo 114 come ente autonomo costitutivo della Repubblica accanto a Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, con potestà legislativa su undici materie e poteri e risorse speciali. Per gli altri capoluoghi metropolitani resta aperta solo la strada di ulteriori funzioni amministrative attribuibili con legge statale.

L'aritmetica dell'articolo 138: quanto tempo resta davvero

Elaborazione RomaEconomiaUrbana sul procedimento di revisione costituzionale.

Una legge costituzionale richiede due deliberazioni conformi per ciascuna Camera, con un intervallo non inferiore a tre mesi tra la prima e la seconda deliberazione di ciascun ramo. Alla data di questo aggiornamento è stato compiuto un passaggio su quattro (Camera, 29 aprile 2026).

Il vincolo stringente non è la prima lettura del Senato: è che la seconda deliberazione del Senato non può avvenire prima di tre mesi dalla sua prima. Ne discende una catena minima:

Passaggio Condizione minima Ipotesi ottimistica
Camera, 1ª deliberazione ✅ 29 aprile 2026
Senato, 1ª deliberazione Nessun intervallo minimo ottobre 2026
Camera, 2ª deliberazione ≥ 3 mesi dalla 1ª della Camera gennaio 2027
Senato, 2ª deliberazione ≥ 3 mesi dalla 1ª del Senato gennaio-febbraio 2027
Eventuale fase referendaria 3 mesi per le richieste, se non c'è il quorum dei 2/3 fino a primavera-estate 2027

La conclusione, in una riga: la riforma resta tecnicamente completabile solo se il Senato delibera entro l'autunno 2026. Ogni mese di slittamento oltre quella soglia la sposta di fatto oltre la legislatura. Chi dice che c'è ancora tempo e chi dice che è finito stanno, entrambi, descrivendo la stessa finestra: quella che si chiude adesso.

I quattro limiti, in chiaro

  1. Il procedimento. Un passaggio su quattro compiuto; senza i due terzi si apre la via referendaria, con tutto ciò che comporta in un anno già elettorale.
  2. L'efficacia differita. Le nuove funzioni legislative sarebbero esercitabili solo dalle prime elezioni dell'Assemblea di Roma Capitale successive all'entrata in vigore. Non incidono sul mandato 2027-2032. È il dato più rimosso dell'intero dibattito.
  3. La legge ordinaria. Ordinamento, decentramento ai municipi, autonomia amministrativa e finanziaria si decidono lì. È il punto in cui la partita si sposta dal terreno costituzionale a quello, molto più concreto, delle risorse.
  4. La sovrapposizione istituzionale. Roma resterebbe dentro la Città metropolitana, con possibili sovrapposizioni normative segnalate dallo stesso dossier del Servizio Studi della Camera.

E le opportunità

Se la riforma ripartisse, il guadagno per l'economia urbana sarebbe misurabile: certezza normativa e velocità decisionale su urbanistica, rigenerazione, rifiuti, mobilità, ricettività e grandi eventi; autonomia finanziaria e fiscalità di scopo, a partire dalla modulazione del contributo di soggiorno; e soprattutto il passaggio dal governo straordinario al governo ordinario.

Perché è qui il paradosso che seguiremo fino in fondo. Negli ultimi anni Roma ha ottenuto risultati usando poteri in deroga: commissario per il Giubileo, commissario per gli stadi, ordinanze che comprimono i termini da sei mesi a novanta giorni. Il "metodo Giubileo" viene ormai evocato dal sindaco anche per lo stadio. Ma un sistema che funziona solo in deroga è un sistema che, in condizioni ordinarie, non funziona — e ogni deroga riuscita riduce l'incentivo politico a riformare l'ordinario.

Il rischio per la riforma di Roma Capitale non è di essere bocciata. È di diventare irrilevante, perché la città ha imparato a fare senza.


8. Chi ha qualcosa in gioco: la mappa degli interessi

Premessa di metodo, che vale come impegno redazionale. Avere un interesse in una decisione pubblica non è un illecito: è la condizione normale di un'economia urbana. Quello che misuriamo è la trasparenza con cui quell'interesse si esprime e la qualità dei presidi posti a garanzia dell'imparzialità. Dove esistono procedimenti in corso li indichiamo senza anticiparne l'esito. Dove un collegamento è documentale lo diciamo; dove è interpretativo, lo dichiariamo tale.

Il perimetro Acea

È il centro nevralgico del potere economico municipale. Roma Capitale detiene il 51% di Acea: il sindaco è azionista di controllo di una multiutility quotata. Gli altri soci rilevanti sono Suez, che nel marzo 2026 ha ceduto circa il 4% alleggerendo una quota superiore al 23%, e Francesco Gaetano Caltagirone, intorno al 5,45%. Il raggruppamento RenewRome, che realizzerà e gestirà il termovalorizzatore, è guidato da Acea Ambiente con Suez Italy, Kanadevia Inova, Vianini Lavori e RMB; Vianini Lavori appartiene al perimetro del gruppo Caltagirone.

Il fatto in corso: l'assemblea Acea convocata per il 7-8 settembre 2026 è stata rinviata al 28-29 settembre. Al centro, la proposta di allargare il consiglio da tredici a quattordici membri per far entrare il manager Alessandro Picardi, e la contromossa di Fincal, riconducibile al gruppo Caltagirone, con la richiesta di un quindicesimo componente e una propria candidatura.

Va detto con precisione: i soggetti che si confrontano sugli equilibri di governance sono anche partner industriali nella maggiore operazione sui rifiuti voluta dall'amministrazione. Non esistono riscontri pubblici di uno scambio tra nomine e impianto. Il collegamento accertabile è industriale; ogni lettura politica resta un'ipotesi interpretativa, e come tale va dichiarata.

Perché conta per il 2027. Chi vince il Campidoglio esprime la maggioranza in una società quotata che gestisce acqua, energia, illuminazione pubblica e una quota crescente del ciclo rifiuti, e che distribuisce dividendi a un azionista pubblico che è anche l'ente regolatore e, in questo caso, l'autorità che ha autorizzato l'opera. È il primo vero premio di maggioranza economico della città, e non compare in nessun programma elettorale.

Costruzioni e rigenerazione

ANCE Roma-ACER, presieduta da Francesca De Sanctis, ha posto alla chiusura del PNRR una richiesta netta: non disperdere il metodo di dialogo tra imprese e pubblica amministrazione costruito in questi anni. Tradotta in politica, è la domanda che i costruttori porranno a tutti i candidati indipendentemente dal colore: continuità nella capacità di spesa e di autorizzazione. In gioco: code del PNRR e fondi comunali sostitutivi, Piano casa ed ERP, rigenerazione delle periferie, opere connesse a stadio e termovalorizzatore, arenili e lungomare di Ostia, eventuale dossier olimpico.

Sport, grandi eventi, immobiliare sportivo

Il gruppo Friedkin con l'investimento privato su Pietralata; la filiera UEFA Euro 2032 / FIGC / commissario governativo per gli stadi; l'ipotesi Olimpiadi 2040, con il suo indotto potenziale di rigenerazione e il suo rischio di costi pubblici. È l'area in cui un assessorato si è trasformato in piattaforma politica autonoma con ambizioni nazionali.

Turismo e ricettività

Tre blocchi con interessi divergenti e tutti legittimi: alberghiero strutturato e fondi immobiliari attivi sulle riconversioni, orientati a regole certe e fiscalità di soggiorno prevedibile; extralberghiero, property manager e piattaforme, contrari a contingentamenti e moratorie; residenti, comitati e rete dell'abitare, orientati a tetti di densità ricettiva e tutela della residenzialità. Il contributo di due euro per i non residenti alla Fontana di Trevi e la redistribuzione dei flussi verso Parco degli Acquedotti e la città di Gabi sono i primi esperimenti di gestione della pressione.

Gli altri da mappare

ATAC e il suo risanamento; Metro C e i grandi contractor; RFI e i nodi Termini-Tiburtina-Pigneto, con la stazione annunciata al 2030; ANAS sul lungomare. Confcommercio, Confesercenti, CNA e Confartigianato su dehors, ZTL, mercati rionali e movida. Unindustria, filiera audiovisiva e Cinecittà, aerospazio, data center. I sindacati su appalti comunali, clausole sociali e salario minimo negli appalti, tema già oggetto di tensione dentro la maggioranza. Il mondo cattolico e gli enti religiosi, per patrimonio immobiliare e welfare di prossimità. E il sistema informativo cittadino, che di quel sistema di potere è a sua volta parte.


BOX — LE CINQUE DOMANDE DI ROMAECONOMIAURBANA ALLA POLITICA

Le rivolgiamo a tutti i candidati, a tutte le liste e a tutte le associazioni di categoria. Le risposte saranno pubblicate integralmente, senza tagli, nelle versioni successive di questo dossier. Chi non risponde, sarà indicato come non rispondente.

1. Con quali poteri pensate di governare Roma dal 2027? La riforma dell'articolo 114, anche se approvata, produrrebbe effetti solo dalla consiliatura successiva. Il prossimo sindaco governerà con i poteri di oggi. Qual è il vostro piano dentro i vincoli attuali — e non quello che dipende da una riforma che non c'è?

2. Il "metodo Giubileo" è un'eccezione o un modello? Roma ha consegnato opere usando commissari e ordinanze che comprimono i termini da sei mesi a novanta giorni. Intendete chiedere nuovi poteri straordinari per stadio, Olimpiadi e rigenerazione, oppure impegnarvi a riportare quelle procedure nell'ordinario? Con quali tempi?

3. Quale numero massimo di alloggi turistici volete per Roma, e su quale base? Chiediamo un dato, non una posizione: siete favorevoli al contingentamento per saturazione ricettiva? Con quale soglia, quale perimetro, quale regime transitorio per le attività esistenti? E come evitate che la misura si traduca in una rendita di posizione per chi è già autorizzato?

4. Che cosa farete di Acea? Roma Capitale controlla il 51% di una multiutility quotata che è anche parte del raggruppamento che costruirà e gestirà il termovalorizzatore. Quali criteri applicherete alle nomine? Quali presidi di trasparenza introdurrete sulle operazioni in cui il Comune è insieme socio, committente e autorità autorizzativa? E quale destinazione darete ai dividendi?

5. Quanti dei vostri candidati si impegnano a restare cinque anni? Consiglieri e assessori guardano a Parlamento e Regione. Chiediamo un impegno pubblico e verificabile: chi si candida in Campidoglio nel 2027 dichiara fin da ora se intende completare il mandato. È la condizione minima perché una città possa programmare.


9. Quattro scenari

A — Vittoria al primo turno del centrosinistra. M5S dentro fin dal primo turno, liste civiche performanti, centrodestra in ritardo con candidato divisivo, amministrative separate dalle politiche. È l'obiettivo dichiarato della componente civica della coalizione.

B — Ballottaggio con vantaggio dell'uscente. M5S corre da solo al primo turno, Futuro Nazionale non converge, dispersione su entrambi i lati. Oggi lo scenario più probabile se il nome del centrodestra arriva tardi.

C — Partita riaperta dal traino nazionale. Election day, campagna nazionalizzata, candidato riconoscibile scelto entro l'autunno 2026, più un incidente di percorso su cantieri, rifiuti o fronte giudiziario.

D — Frammentazione. Primarie divisive nel campo largo, rottura sul patto per i municipi, moltiplicazione di liste personali su entrambi i fronti. Esito: consiglio ingovernabile e mandato debole a prescindere dal vincitore. È lo scenario peggiore per la città, ed è quello di cui si parla meno.


10. L'agenda: le date da segnare

Data Evento Perché conta
28-29 set 2026 Assemblea Acea sull'ampliamento del CdA Equilibri della principale partecipata
7 ott 2026 Udienza di merito TAR Lazio sul termovalorizzatore Possibile incidente sull'opera simbolo
Ott 2026 Verdetto UEFA su Euro 2032 Tenuta del cronoprogramma stadio
Entro autunno 2026 1ª deliberazione del Senato sul ddl Roma Capitale Ultima finestra utile per completare l'iter nella legislatura
Autunno 2026 Approdo finale della riforma elettorale Determina l'ipotesi election day
Dic 2026 Bilancio di previsione 2027 Ultimo atto finanziario del mandato
Dic 2026 Termine delle proroghe PNRR Verifica reale della capacità di spesa
Entro fine 2026 Scelta del candidato del centrodestra Sotto questa soglia, quattro mesi per costruire 16 liste
Inizio 2027 Regolamento capitolino sugli affitti brevi Il dossier economico più polarizzato
Apr 2027 Apertura cantiere stadio (termine UEFA) Coincide con la campagna
15 apr – 15 giu 2027 Finestra elettorale Il voto

11. I DATI CHE ABBIAMO CHIESTO (e che pubblicheremo, o di cui pubblicheremo il silenzio)

Trasparenza sul nostro metodo: ecco esattamente cosa manca a questo dossier per essere completo, a chi lo abbiamo chiesto e con quale strumento. Ogni richiesta verrà rendicontata nelle versioni successive.

# Dato richiesto Destinatario Strumento
1 Serie mensile della spesa PNRR 2022-2026 per missione Roma Capitale – Dip. Programmazione / Commissione speciale PNRR Accesso civico generalizzato
2 Elenco delle opere concluse vs collaudate vs in esercizio al 31/12/2026 Roma Capitale Accesso civico generalizzato
3 Scomposizione tra valore del terreno e valore del fabbricato nelle acquisizioni di Santa Palomba Ama S.p.A. Accesso civico generalizzato
4 Perizie di stima poste a base delle acquisizioni Ama S.p.A. / struttura commissariale Accesso civico generalizzato
5 Numero di strutture ricettive per categoria e per municipio, serie 2019-2026 Roma Capitale – Turismo / Regione Lazio Open data + richiesta diretta
6 Gettito del contributo di soggiorno per anno e destinazione delle somme Roma Capitale – Ragioneria Accesso civico generalizzato
7 Saldo dei residenti nel Municipio I e nei rioni storici, 2011-2026 Ufficio di Statistica capitolino / ISTAT Open data
8 Criteri e curricula delle nomine nelle partecipate nel mandato in corso Roma Capitale Amministrazione trasparente + richiesta

Se lavorate in uno di questi enti, o avete accesso a questi documenti, sapete come raggiungerci. Le segnalazioni vengono verificate prima della pubblicazione e la fonte è protetta.


BOX — PARTECIPA AL DOSSIER

Questa inchiesta è aperta. E ha bisogno di voi.

RomaEconomiaUrbana aggiornerà questo dossier fino al giorno del voto. Vogliamo farlo con documenti, dati e voci di chi Roma la amministra, la lavora e la subisce.

Scrivete a 📩 info@romaeconomiaurbana.it se:

  • siete candidati, partiti o liste civiche e volete rispondere alle cinque domande: pubblichiamo le risposte integrali, senza tagli;
  • rappresentate un'associazione di categoria, un'impresa o un comitato e volete far entrare nel dossier la vostra posizione documentata;
  • avete dati, atti, delibere o documenti pubblici utili a ricostruire una vicenda: verifichiamo ogni segnalazione prima di pubblicarla e proteggiamo la fonte;
  • avete individuato un errore o un'imprecisione: le rettifiche vengono pubblicate nella versione successiva, con data e indicazione puntuale della modifica.

Oggetto consigliato: "Roma 2027 – [risposta / segnalazione / rettifica]".

Se questa analisi vi è stata utile, iscrivetevi alla newsletter per ricevere ogni aggiornamento del dossier in anteprima, e condividetela con chi in questa città deve prendere decisioni di investimento nei prossimi diciotto mesi. È esattamente per loro che l'abbiamo scritta.


LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI SU ROMA 2027

Quando si vota per il sindaco di Roma? Nella primavera 2027, in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno, secondo la finestra ordinaria indicata dalla circolare del Ministero dell'Interno. La data esatta sarà fissata con decreto. Si vota anche per consigli e presidenze dei quindici municipi.

Gualtieri si ricandida? Sì. Il sindaco uscente ha confermato pubblicamente la volontà di correre per un secondo mandato già nell'ottobre 2025.

Chi è il candidato del centrodestra? A settembre 2026 non è ancora stato individuato. Dopo il tramonto dell'ipotesi Malagò circolano profili politici come Rampelli, Gasparri, Ciocchetti, Angelilli, Perissa, Matone e Bordoni, oltre al nome del ministro Piantedosi rilanciato da Forza Italia.

Che cos'è la riforma di Roma Capitale? Un disegno di legge costituzionale che modifica l'articolo 114 della Costituzione, inserendo Roma Capitale tra gli enti autonomi costitutivi della Repubblica con potestà legislativa su undici materie. Approvato in prima lettura alla Camera il 29 aprile 2026 con 159 sì, 33 no e 55 astenuti, è ora al Senato.

Se la riforma passa, il prossimo sindaco avrà più poteri? No. Il testo prevede che le nuove funzioni legislative siano esercitabili solo a partire dalle prime elezioni dell'Assemblea di Roma Capitale successive all'entrata in vigore della legge costituzionale. Il mandato 2027-2032 si svolgerebbe con l'assetto attuale, e servirebbe inoltre una legge ordinaria attuativa.

Cosa cambia per chi affitta casa ai turisti a Roma? A luglio 2026 l'Assemblea Capitolina ha introdotto nelle Norme Tecniche di Attuazione del PRG la destinazione A/3 per gli alloggi a uso ricettivo e il divieto di cambio d'uso verso A/3 in area UNESCO. Il regolamento attuativo, allo studio, potrebbe introdurre forme di contingentamento basate sulla saturazione ricettiva dei singoli territori.